opere pubbliche
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Archimede opera unica


Ortigia/Siracusa
Vincitore per la sessione scultura del Ginko Art Award 2016

Pietro Marchese


è uno scultore contemporaneo italiano.

Bisognava trovare il giusto equilibrio tra tradizione e sperimentazione.

Bozzetto Archimede

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bozzetto statua Archimede

Il monumento collocato in Ortigia presso il Rivellino del Ponte Umbertino, è opera dello scultore Pietro Marchese e dell’architetto Virginia Rossello vincitori del concorso di idee sostenuto dal Comune e dalla Provincia Regionale di Siracusa su iniziativa del Comitato Monumento Archimede. L’opera è volta non solo alla rappresentazione della figura di Archimede ma anche al suo pensiero. Il monumento si sviluppa attraverso l’interazione con il celebre “gioco” Stomachion o Loculus archimedeo.

L’opera scultorea è composta da un basamento di grandi dimensioni in pietra di Comiso (8x8 metri), che riproduce il famoso rompicapo di forma quadrata, all’interno del quale è contenuta l’intera opera di Archimede compreso la statua in bronzo che lo rappresenta. I 14 tasselli di cui è composto lo Stomachion, sono stati progettati su diverse altezze, e in ognuno di essi è inciso ad intarsio un studio del Genio sotto forma di simbolo. Essi variano dal livello del pavimento fino a 60 cm, in modo tale che – oltre ad arredare la piazza – possano servire da sedute.

Schizzo installazione

Schizzo installazione

I simboli intarsiati rappresentano i diversi ambiti di ricerca del Genio:
Le macchine di Archimede, la fisica dei corpi solidi e liquidi, la matematica dei grandi numeri, Archimede e l’astronomia. La statua in bronzo (di altezza metri 2,60) è collocata nel tassello più alto dello Stomachion per un’altezza totale di metri 3,20. La figura di Archimede accenna un passo verso la conoscenza, dando all’opera un certo dinamismo ancor più esaltato da un evidente chiasmo policleteo.

Dal punto di vista anagrafico Archimede non è stato rappresentato nell’ultimo periodo della sua vita (si pensa che abbia vissuto fino all’età di settantacinque anni), ma è stato idealizzato come una divinità greca, con qualche tratto ispirato alla scultura ellenistica, periodo in cui il Genio ha vissuto. Nella mano destra tiene un piccolo prototipo di uno specchio ustore che si accinge ad usare direzionandolo verso il porto e nella mano sinistra un compasso.

Entrambi gli strumenti sono stati realizzati in bronzo bianco.
L’immagine vuole rievocare l’aspetto del mito e della sua importanza nei secoli. La statua mantiene l’aspetto solenne del Genio concentrato nella sua applicazione-studio.

2016
opere pubbliche pietra di comiso, bronzo, illuminazione a led 800x800x360 cm